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Orari Paestum

Orari d'apertura e biglietti Il Museo è aperto dalle 8:30 alle 19:30 (emissione ultimo biglietto d’ingresso ore 18:50) 1° e 3° lunedì del mese dalle 8:30 alle 13:40 (emissione ultimo biglietto…

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Visita guidata ai Templi di Paestum

Il Parco Archeologico di Paestum

Paestum è un sito archeologico di estrema importanza, riconosciuto nel 1998 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, insieme al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il sito si trova nel Comune di Capaccio in Provincia di Salerno. La “Piana di Paestum”, così i nostri antenati chiamavano l’estensione pianeggiante dai piedi delle colline al mare, era abitata già nella preistoria. Strabone – il più famoso geografo romano – racconta che Giasone (l’eroe del vello d’oro, la pelle dell’ariete dorato che aveva il potere di guarire per magia), guidando gli Argonauti, sostò alle foci del fiume Sele, dove dedicò un santuario a Hera (protettrice degli Argonauti). Furono la fertilità della piana e l’abbondanza di acque del Sele che avrebbero reso la pianura, poi chiamata pestana, una delle principali tappe tra l’oriente e l’occidente già nel II millennio a.C. I Greci, apprezzando la posizione geografica, vi fondarono intorno al 600 a.C. una città che chiameranno Poseidonia, in onore del dio del mare. Lo sviluppo edilizio significativo prese forma intorno alla metà del VI secolo a.C., infatti la costruzione dei templi cominciò pochi decenni dopo la fondazione della città. I tre templi greci di Paestum, costruiti tra VI e V sec. a.C., sono insieme a quelli di Atene ed Agrigento gli edifici templari meglio conservati dall’età classica. I templi sorgono nella parte centrale della città, che si estende per oltre 120 ettari ed è circondata da una cinta muraria, che anche se non si preserva per tutta la sua altezza, è uno dei circuiti difensivi meglio conservati in Magna Grecia. Il perimetro, di forma trapezoidale, è lungo 4750 metri, con ventotto torri poste a difesa delle quattro porte di accesso alla città: Porta Giustizia, Porta Marina, Porta Sirena e Porta Aurea (distrutta con la costruzione della strada delle Calabrie). Tra i templi era collocato il “mercato”, cioè la piazza centrale dove si tenevano le assemblee dei cittadini e si venerava la tomba (vuota, in realtà) del mitico fondatore di Paestum. Intorno ai templi e al mercato si estendevano i quartieri abitativi. I resti di case, terme e botteghe che si possono vedere oggi sul sito risalgono in gran parte all’età imperiale (I-V sec. d.C.), mentre ignoriamo ancora molti aspetti dell’abitato greco.
La magnificenza di questa colonia, fondata dai coloni achei in fuga da Sibari, suscitò presto mire di conquista nei Lucani, popolazione italica dell’interno, che la occuparono intorno al 400 a.C. mutandone il nome in Paistom. I Lucani, pur non raggiungendo il livello culturale del periodo greco, vi continuarono le attività civili e militari. Cambiarono sia la lingua (dal greco al c.d. osco) sia la cultura materiale e i riti funerari. Non mancano però elementi di continuità, come per esempio il permanere della funzione dei templi.
Ben altra potenza intanto andava espandendosi lungo la Penisola: Roma. Nel 273 a.C. Roma vi fondò una colonia latina e diede alla città il nome di Paestum. Fu un momento di grandi trasformazioni dell’abitato.
Dopo l’abbandono, di Paestum non si parlò più per secoli, pur se i suoi templi si ergevano solenni tra la fitta vegetazione. Un po’ di merito per la riscoperta va ascritto a scrittori e poeti del ‘500 e ‘600 che, con le loro citazioni ne risvegliarono interesse e curiosità. Ma la riscoperta vera e propria ebbe inizio nella prima metà del ‘700. E’ questo il momento in cui Paestum diventa meta di un turismo colto e raffinato, che vedrà intellettuali ed aristocratici europei soggiornare tra le sue rovine come tappa obbligata del Grand Tour. Il sito ha attirato viaggiatori ed artisti come Piranesi e Goethe. Gli scavi della città cominciati nella primavera del 1907 misero in luce gran parte dei monumenti oggi visibili. Con l’arrivo alla direzione degli scavi di Mario Napoli l’area vive un momento di grande attenzione. Sono gli anni della scoperta della tomba del tuffatore e delle ricche tombe lucane. Il 27 novembre del 1952 fu inaugurato Il Museo Nazionale, che introduce con linearità le quattro stagioni cruciali della vita di Paestum e del suo territorio, dalla preistoria alla civilizzazione greca, lucana e romana.


Il percorso della visita

 

I visitatori durante il tour con la guida ammireranno il tempio di Hera, la cosiddetta Basilica, tra i tre è quello più antico, in stile dorico, dalle imponenti dimensioni (ventisei metri di larghezza e cinquantacinque di lunghezza). Si visiterà il tempio più grande, quello di Poseidone, anche detto di Nettuno, paragonabile al tempio di Zeus ad Olimpia, una maestosa meraviglia in stile dorico costruito nel 460 a.C. con un doppio ordine di colonne e sei nel fronte. Il terzo tempio che si visiterà è quello di Cerere, il Santuario dedicato ad Atena, di dimensioni più modeste. Lungo la Via Sacra ci sarà la possibilità di vedere il Foro romano e l’Anfiteatro. Sarà visitato anche il Museo Archeologico Nazionale in cui tra le varie meraviglie esposte si potranno ammirare anche preziosi pezzi come le trentatré metope del tempio di Hera Argiva, la statua di Zeus, il cratere con il ratto di Europa e la famosissima Tomba del Tuffatore.


Orari e costi

 

Gli orari di ingresso ai luoghi sono consultabili >>>qui<<<. Per il costo della visita guidata contattaci >>> qui <<< oppure telefonicamente al 3493818730, ti offriremo il miglior servizio al miglior costo.

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Visita guidata ai Templi di Paestum

Il Parco Archeologico di Paestum

Paestum è un sito archeologico di estrema importanza, riconosciuto nel 1998 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, insieme al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il sito si trova nel Comune di Capaccio in Provincia di Salerno. La “Piana di Paestum”, così i nostri antenati chiamavano l’estensione pianeggiante dai piedi delle colline al mare, era abitata già nella preistoria. Strabone – il più famoso geografo romano – racconta che Giasone (l’eroe del vello d’oro, la pelle dell’ariete dorato che aveva il potere di guarire per magia), guidando gli Argonauti, sostò alle foci del fiume Sele, dove dedicò un santuario a Hera (protettrice degli Argonauti). Furono la fertilità della piana e l’abbondanza di acque del Sele che avrebbero reso la pianura, poi chiamata pestana, una delle principali tappe tra l’oriente e l’occidente già nel II millennio a.C. I Greci, apprezzando la posizione geografica, vi fondarono intorno al 600 a.C. una città che chiameranno Poseidonia, in onore del dio del mare. Lo sviluppo edilizio significativo prese forma intorno alla metà del VI secolo a.C., infatti la costruzione dei templi cominciò pochi decenni dopo la fondazione della città. I tre templi greci di Paestum, costruiti tra VI e V sec. a.C., sono insieme a quelli di Atene ed Agrigento gli edifici templari meglio conservati dall’età classica. I templi sorgono nella parte centrale della città, che si estende per oltre 120 ettari ed è circondata da una cinta muraria, che anche se non si preserva per tutta la sua altezza, è uno dei circuiti difensivi meglio conservati in Magna Grecia. Il perimetro, di forma trapezoidale, è lungo 4750 metri, con ventotto torri poste a difesa delle quattro porte di accesso alla città: Porta Giustizia, Porta Marina, Porta Sirena e Porta Aurea (distrutta con la costruzione della strada delle Calabrie). Tra i templi era collocato il “mercato”, cioè la piazza centrale dove si tenevano le assemblee dei cittadini e si venerava la tomba (vuota, in realtà) del mitico fondatore di Paestum. Intorno ai templi e al mercato si estendevano i quartieri abitativi. I resti di case, terme e botteghe che si possono vedere oggi sul sito risalgono in gran parte all’età imperiale (I-V sec. d.C.), mentre ignoriamo ancora molti aspetti dell’abitato greco.
La magnificenza di questa colonia, fondata dai coloni achei in fuga da Sibari, suscitò presto mire di conquista nei Lucani, popolazione italica dell’interno, che la occuparono intorno al 400 a.C. mutandone il nome in Paistom. I Lucani, pur non raggiungendo il livello culturale del periodo greco, vi continuarono le attività civili e militari. Cambiarono sia la lingua (dal greco al c.d. osco) sia la cultura materiale e i riti funerari. Non mancano però elementi di continuità, come per esempio il permanere della funzione dei templi.
Ben altra potenza intanto andava espandendosi lungo la Penisola: Roma. Nel 273 a.C. Roma vi fondò una colonia latina e diede alla città il nome di Paestum. Fu un momento di grandi trasformazioni dell’abitato.
Dopo l’abbandono, di Paestum non si parlò più per secoli, pur se i suoi templi si ergevano solenni tra la fitta vegetazione. Un po’ di merito per la riscoperta va ascritto a scrittori e poeti del ‘500 e ‘600 che, con le loro citazioni ne risvegliarono interesse e curiosità. Ma la riscoperta vera e propria ebbe inizio nella prima metà del ‘700. E’ questo il momento in cui Paestum diventa meta di un turismo colto e raffinato, che vedrà intellettuali ed aristocratici europei soggiornare tra le sue rovine come tappa obbligata del Grand Tour. Il sito ha attirato viaggiatori ed artisti come Piranesi e Goethe. Gli scavi della città cominciati nella primavera del 1907 misero in luce gran parte dei monumenti oggi visibili. Con l’arrivo alla direzione degli scavi di Mario Napoli l’area vive un momento di grande attenzione. Sono gli anni della scoperta della tomba del tuffatore e delle ricche tombe lucane. Il 27 novembre del 1952 fu inaugurato Il Museo Nazionale, che introduce con linearità le quattro stagioni cruciali della vita di Paestum e del suo territorio, dalla preistoria alla civilizzazione greca, lucana e romana.


Il percorso della visita

 

I visitatori durante il tour con la guida ammireranno il tempio di Hera, la cosiddetta Basilica, tra i tre è quello più antico, in stile dorico, dalle imponenti dimensioni (ventisei metri di larghezza e cinquantacinque di lunghezza). Si visiterà il tempio più grande, quello di Poseidone, anche detto di Nettuno, paragonabile al tempio di Zeus ad Olimpia, una maestosa meraviglia in stile dorico costruito nel 460 a.C. con un doppio ordine di colonne e sei nel fronte. Il terzo tempio che si visiterà è quello di Cerere, il Santuario dedicato ad Atena, di dimensioni più modeste. Lungo la Via Sacra ci sarà la possibilità di vedere il Foro romano e l’Anfiteatro. Sarà visitato anche il Museo Archeologico Nazionale in cui tra le varie meraviglie esposte si potranno ammirare anche preziosi pezzi come le trentatré metope del tempio di Hera Argiva, la statua di Zeus, il cratere con il ratto di Europa e la famosissima Tomba del Tuffatore.


Orari e costi

 

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Il Parco Archeologico di Paestum

Paestum è un sito archeologico di estrema importanza, riconosciuto nel 1998 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, insieme al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il sito si trova nel Comune di Capaccio in Provincia di Salerno. La “Piana di Paestum”, così i nostri antenati chiamavano l’estensione pianeggiante dai piedi delle colline al mare, era abitata già nella preistoria. Strabone – il più famoso geografo romano – racconta che Giasone (l’eroe del vello d’oro, la pelle dell’ariete dorato che aveva il potere di guarire per magia), guidando gli Argonauti, sostò alle foci del fiume Sele, dove dedicò un santuario a Hera (protettrice degli Argonauti). Furono la fertilità della piana e l’abbondanza di acque del Sele che avrebbero reso la pianura, poi chiamata pestana, una delle principali tappe tra l’oriente e l’occidente già nel II millennio a.C. I Greci, apprezzando la posizione geografica, vi fondarono intorno al 600 a.C. una città che chiameranno Poseidonia, in onore del dio del mare. Lo sviluppo edilizio significativo prese forma intorno alla metà del VI secolo a.C., infatti la costruzione dei templi cominciò pochi decenni dopo la fondazione della città. I tre templi greci di Paestum, costruiti tra VI e V sec. a.C., sono insieme a quelli di Atene ed Agrigento gli edifici templari meglio conservati dall’età classica. I templi sorgono nella parte centrale della città, che si estende per oltre 120 ettari ed è circondata da una cinta muraria, che anche se non si preserva per tutta la sua altezza, è uno dei circuiti difensivi meglio conservati in Magna Grecia. Il perimetro, di forma trapezoidale, è lungo 4750 metri, con ventotto torri poste a difesa delle quattro porte di accesso alla città: Porta Giustizia, Porta Marina, Porta Sirena e Porta Aurea (distrutta con la costruzione della strada delle Calabrie). Tra i templi era collocato il “mercato”, cioè la piazza centrale dove si tenevano le assemblee dei cittadini e si venerava la tomba (vuota, in realtà) del mitico fondatore di Paestum. Intorno ai templi e al mercato si estendevano i quartieri abitativi. I resti di case, terme e botteghe che si possono vedere oggi sul sito risalgono in gran parte all’età imperiale (I-V sec. d.C.), mentre ignoriamo ancora molti aspetti dell’abitato greco.
La magnificenza di questa colonia, fondata dai coloni achei in fuga da Sibari, suscitò presto mire di conquista nei Lucani, popolazione italica dell’interno, che la occuparono intorno al 400 a.C. mutandone il nome in Paistom. I Lucani, pur non raggiungendo il livello culturale del periodo greco, vi continuarono le attività civili e militari. Cambiarono sia la lingua (dal greco al c.d. osco) sia la cultura materiale e i riti funerari. Non mancano però elementi di continuità, come per esempio il permanere della funzione dei templi.
Ben altra potenza intanto andava espandendosi lungo la Penisola: Roma. Nel 273 a.C. Roma vi fondò una colonia latina e diede alla città il nome di Paestum. Fu un momento di grandi trasformazioni dell’abitato.
Dopo l’abbandono, di Paestum non si parlò più per secoli, pur se i suoi templi si ergevano solenni tra la fitta vegetazione. Un po’ di merito per la riscoperta va ascritto a scrittori e poeti del ‘500 e ‘600 che, con le loro citazioni ne risvegliarono interesse e curiosità. Ma la riscoperta vera e propria ebbe inizio nella prima metà del ‘700. E’ questo il momento in cui Paestum diventa meta di un turismo colto e raffinato, che vedrà intellettuali ed aristocratici europei soggiornare tra le sue rovine come tappa obbligata del Grand Tour. Il sito ha attirato viaggiatori ed artisti come Piranesi e Goethe. Gli scavi della città cominciati nella primavera del 1907 misero in luce gran parte dei monumenti oggi visibili. Con l’arrivo alla direzione degli scavi di Mario Napoli l’area vive un momento di grande attenzione. Sono gli anni della scoperta della tomba del tuffatore e delle ricche tombe lucane. Il 27 novembre del 1952 fu inaugurato Il Museo Nazionale, che introduce con linearità le quattro stagioni cruciali della vita di Paestum e del suo territorio, dalla preistoria alla civilizzazione greca, lucana e romana.


Il percorso della visita

 

I visitatori durante il tour con la guida ammireranno il tempio di Hera, la cosiddetta Basilica, tra i tre è quello più antico, in stile dorico, dalle imponenti dimensioni (ventisei metri di larghezza e cinquantacinque di lunghezza). Si visiterà il tempio più grande, quello di Poseidone, anche detto di Nettuno, paragonabile al tempio di Zeus ad Olimpia, una maestosa meraviglia in stile dorico costruito nel 460 a.C. con un doppio ordine di colonne e sei nel fronte. Il terzo tempio che si visiterà è quello di Cerere, il Santuario dedicato ad Atena, di dimensioni più modeste. Lungo la Via Sacra ci sarà la possibilità di vedere il Foro romano e l’Anfiteatro. Sarà visitato anche il Museo Archeologico Nazionale in cui tra le varie meraviglie esposte si potranno ammirare anche preziosi pezzi come le trentatré metope del tempio di Hera Argiva, la statua di Zeus, il cratere con il ratto di Europa e la famosissima Tomba del Tuffatore.


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Il Parco Archeologico di Paestum

Paestum è un sito archeologico di estrema importanza, riconosciuto nel 1998 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, insieme al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il sito si trova nel Comune di Capaccio in Provincia di Salerno. La “Piana di Paestum”, così i nostri antenati chiamavano l’estensione pianeggiante dai piedi delle colline al mare, era abitata già nella preistoria. Strabone – il più famoso geografo romano – racconta che Giasone (l’eroe del vello d’oro, la pelle dell’ariete dorato che aveva il potere di guarire per magia), guidando gli Argonauti, sostò alle foci del fiume Sele, dove dedicò un santuario a Hera (protettrice degli Argonauti). Furono la fertilità della piana e l’abbondanza di acque del Sele che avrebbero reso la pianura, poi chiamata pestana, una delle principali tappe tra l’oriente e l’occidente già nel II millennio a.C. I Greci, apprezzando la posizione geografica, vi fondarono intorno al 600 a.C. una città che chiameranno Poseidonia, in onore del dio del mare. Lo sviluppo edilizio significativo prese forma intorno alla metà del VI secolo a.C., infatti la costruzione dei templi cominciò pochi decenni dopo la fondazione della città. I tre templi greci di Paestum, costruiti tra VI e V sec. a.C., sono insieme a quelli di Atene ed Agrigento gli edifici templari meglio conservati dall’età classica. I templi sorgono nella parte centrale della città, che si estende per oltre 120 ettari ed è circondata da una cinta muraria, che anche se non si preserva per tutta la sua altezza, è uno dei circuiti difensivi meglio conservati in Magna Grecia. Il perimetro, di forma trapezoidale, è lungo 4750 metri, con ventotto torri poste a difesa delle quattro porte di accesso alla città: Porta Giustizia, Porta Marina, Porta Sirena e Porta Aurea (distrutta con la costruzione della strada delle Calabrie). Tra i templi era collocato il “mercato”, cioè la piazza centrale dove si tenevano le assemblee dei cittadini e si venerava la tomba (vuota, in realtà) del mitico fondatore di Paestum. Intorno ai templi e al mercato si estendevano i quartieri abitativi. I resti di case, terme e botteghe che si possono vedere oggi sul sito risalgono in gran parte all’età imperiale (I-V sec. d.C.), mentre ignoriamo ancora molti aspetti dell’abitato greco.
La magnificenza di questa colonia, fondata dai coloni achei in fuga da Sibari, suscitò presto mire di conquista nei Lucani, popolazione italica dell’interno, che la occuparono intorno al 400 a.C. mutandone il nome in Paistom. I Lucani, pur non raggiungendo il livello culturale del periodo greco, vi continuarono le attività civili e militari. Cambiarono sia la lingua (dal greco al c.d. osco) sia la cultura materiale e i riti funerari. Non mancano però elementi di continuità, come per esempio il permanere della funzione dei templi.
Ben altra potenza intanto andava espandendosi lungo la Penisola: Roma. Nel 273 a.C. Roma vi fondò una colonia latina e diede alla città il nome di Paestum. Fu un momento di grandi trasformazioni dell’abitato.
Dopo l’abbandono, di Paestum non si parlò più per secoli, pur se i suoi templi si ergevano solenni tra la fitta vegetazione. Un po’ di merito per la riscoperta va ascritto a scrittori e poeti del ‘500 e ‘600 che, con le loro citazioni ne risvegliarono interesse e curiosità. Ma la riscoperta vera e propria ebbe inizio nella prima metà del ‘700. E’ questo il momento in cui Paestum diventa meta di un turismo colto e raffinato, che vedrà intellettuali ed aristocratici europei soggiornare tra le sue rovine come tappa obbligata del Grand Tour. Il sito ha attirato viaggiatori ed artisti come Piranesi e Goethe. Gli scavi della città cominciati nella primavera del 1907 misero in luce gran parte dei monumenti oggi visibili. Con l’arrivo alla direzione degli scavi di Mario Napoli l’area vive un momento di grande attenzione. Sono gli anni della scoperta della tomba del tuffatore e delle ricche tombe lucane. Il 27 novembre del 1952 fu inaugurato Il Museo Nazionale, che introduce con linearità le quattro stagioni cruciali della vita di Paestum e del suo territorio, dalla preistoria alla civilizzazione greca, lucana e romana.


Il percorso della visita

 

I visitatori durante il tour con la guida ammireranno il tempio di Hera, la cosiddetta Basilica, tra i tre è quello più antico, in stile dorico, dalle imponenti dimensioni (ventisei metri di larghezza e cinquantacinque di lunghezza). Si visiterà il tempio più grande, quello di Poseidone, anche detto di Nettuno, paragonabile al tempio di Zeus ad Olimpia, una maestosa meraviglia in stile dorico costruito nel 460 a.C. con un doppio ordine di colonne e sei nel fronte. Il terzo tempio che si visiterà è quello di Cerere, il Santuario dedicato ad Atena, di dimensioni più modeste. Lungo la Via Sacra ci sarà la possibilità di vedere il Foro romano e l’Anfiteatro. Sarà visitato anche il Museo Archeologico Nazionale in cui tra le varie meraviglie esposte si potranno ammirare anche preziosi pezzi come le trentatré metope del tempio di Hera Argiva, la statua di Zeus, il cratere con il ratto di Europa e la famosissima Tomba del Tuffatore.


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Il Parco Archeologico di Paestum

Paestum è un sito archeologico di estrema importanza, riconosciuto nel 1998 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, insieme al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il sito si trova nel Comune di Capaccio in Provincia di Salerno. La “Piana di Paestum”, così i nostri antenati chiamavano l’estensione pianeggiante dai piedi delle colline al mare, era abitata già nella preistoria. Strabone – il più famoso geografo romano – racconta che Giasone (l’eroe del vello d’oro, la pelle dell’ariete dorato che aveva il potere di guarire per magia), guidando gli Argonauti, sostò alle foci del fiume Sele, dove dedicò un santuario a Hera (protettrice degli Argonauti). Furono la fertilità della piana e l’abbondanza di acque del Sele che avrebbero reso la pianura, poi chiamata pestana, una delle principali tappe tra l’oriente e l’occidente già nel II millennio a.C. I Greci, apprezzando la posizione geografica, vi fondarono intorno al 600 a.C. una città che chiameranno Poseidonia, in onore del dio del mare. Lo sviluppo edilizio significativo prese forma intorno alla metà del VI secolo a.C., infatti la costruzione dei templi cominciò pochi decenni dopo la fondazione della città. I tre templi greci di Paestum, costruiti tra VI e V sec. a.C., sono insieme a quelli di Atene ed Agrigento gli edifici templari meglio conservati dall’età classica. I templi sorgono nella parte centrale della città, che si estende per oltre 120 ettari ed è circondata da una cinta muraria, che anche se non si preserva per tutta la sua altezza, è uno dei circuiti difensivi meglio conservati in Magna Grecia. Il perimetro, di forma trapezoidale, è lungo 4750 metri, con ventotto torri poste a difesa delle quattro porte di accesso alla città: Porta Giustizia, Porta Marina, Porta Sirena e Porta Aurea (distrutta con la costruzione della strada delle Calabrie). Tra i templi era collocato il “mercato”, cioè la piazza centrale dove si tenevano le assemblee dei cittadini e si venerava la tomba (vuota, in realtà) del mitico fondatore di Paestum. Intorno ai templi e al mercato si estendevano i quartieri abitativi. I resti di case, terme e botteghe che si possono vedere oggi sul sito risalgono in gran parte all’età imperiale (I-V sec. d.C.), mentre ignoriamo ancora molti aspetti dell’abitato greco.
La magnificenza di questa colonia, fondata dai coloni achei in fuga da Sibari, suscitò presto mire di conquista nei Lucani, popolazione italica dell’interno, che la occuparono intorno al 400 a.C. mutandone il nome in Paistom. I Lucani, pur non raggiungendo il livello culturale del periodo greco, vi continuarono le attività civili e militari. Cambiarono sia la lingua (dal greco al c.d. osco) sia la cultura materiale e i riti funerari. Non mancano però elementi di continuità, come per esempio il permanere della funzione dei templi.
Ben altra potenza intanto andava espandendosi lungo la Penisola: Roma. Nel 273 a.C. Roma vi fondò una colonia latina e diede alla città il nome di Paestum. Fu un momento di grandi trasformazioni dell’abitato.
Dopo l’abbandono, di Paestum non si parlò più per secoli, pur se i suoi templi si ergevano solenni tra la fitta vegetazione. Un po’ di merito per la riscoperta va ascritto a scrittori e poeti del ‘500 e ‘600 che, con le loro citazioni ne risvegliarono interesse e curiosità. Ma la riscoperta vera e propria ebbe inizio nella prima metà del ‘700. E’ questo il momento in cui Paestum diventa meta di un turismo colto e raffinato, che vedrà intellettuali ed aristocratici europei soggiornare tra le sue rovine come tappa obbligata del Grand Tour. Il sito ha attirato viaggiatori ed artisti come Piranesi e Goethe. Gli scavi della città cominciati nella primavera del 1907 misero in luce gran parte dei monumenti oggi visibili. Con l’arrivo alla direzione degli scavi di Mario Napoli l’area vive un momento di grande attenzione. Sono gli anni della scoperta della tomba del tuffatore e delle ricche tombe lucane. Il 27 novembre del 1952 fu inaugurato Il Museo Nazionale, che introduce con linearità le quattro stagioni cruciali della vita di Paestum e del suo territorio, dalla preistoria alla civilizzazione greca, lucana e romana.


Il percorso della visita

 

I visitatori durante il tour con la guida ammireranno il tempio di Hera, la cosiddetta Basilica, tra i tre è quello più antico, in stile dorico, dalle imponenti dimensioni (ventisei metri di larghezza e cinquantacinque di lunghezza). Si visiterà il tempio più grande, quello di Poseidone, anche detto di Nettuno, paragonabile al tempio di Zeus ad Olimpia, una maestosa meraviglia in stile dorico costruito nel 460 a.C. con un doppio ordine di colonne e sei nel fronte. Il terzo tempio che si visiterà è quello di Cerere, il Santuario dedicato ad Atena, di dimensioni più modeste. Lungo la Via Sacra ci sarà la possibilità di vedere il Foro romano e l’Anfiteatro. Sarà visitato anche il Museo Archeologico Nazionale in cui tra le varie meraviglie esposte si potranno ammirare anche preziosi pezzi come le trentatré metope del tempio di Hera Argiva, la statua di Zeus, il cratere con il ratto di Europa e la famosissima Tomba del Tuffatore.


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Il Parco Archeologico di Paestum

Paestum è un sito archeologico di estrema importanza, riconosciuto nel 1998 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, insieme al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il sito si trova nel Comune di Capaccio in Provincia di Salerno. La “Piana di Paestum”, così i nostri antenati chiamavano l’estensione pianeggiante dai piedi delle colline al mare, era abitata già nella preistoria. Strabone – il più famoso geografo romano – racconta che Giasone (l’eroe del vello d’oro, la pelle dell’ariete dorato che aveva il potere di guarire per magia), guidando gli Argonauti, sostò alle foci del fiume Sele, dove dedicò un santuario a Hera (protettrice degli Argonauti). Furono la fertilità della piana e l’abbondanza di acque del Sele che avrebbero reso la pianura, poi chiamata pestana, una delle principali tappe tra l’oriente e l’occidente già nel II millennio a.C. I Greci, apprezzando la posizione geografica, vi fondarono intorno al 600 a.C. una città che chiameranno Poseidonia, in onore del dio del mare. Lo sviluppo edilizio significativo prese forma intorno alla metà del VI secolo a.C., infatti la costruzione dei templi cominciò pochi decenni dopo la fondazione della città. I tre templi greci di Paestum, costruiti tra VI e V sec. a.C., sono insieme a quelli di Atene ed Agrigento gli edifici templari meglio conservati dall’età classica. I templi sorgono nella parte centrale della città, che si estende per oltre 120 ettari ed è circondata da una cinta muraria, che anche se non si preserva per tutta la sua altezza, è uno dei circuiti difensivi meglio conservati in Magna Grecia. Il perimetro, di forma trapezoidale, è lungo 4750 metri, con ventotto torri poste a difesa delle quattro porte di accesso alla città: Porta Giustizia, Porta Marina, Porta Sirena e Porta Aurea (distrutta con la costruzione della strada delle Calabrie). Tra i templi era collocato il “mercato”, cioè la piazza centrale dove si tenevano le assemblee dei cittadini e si venerava la tomba (vuota, in realtà) del mitico fondatore di Paestum. Intorno ai templi e al mercato si estendevano i quartieri abitativi. I resti di case, terme e botteghe che si possono vedere oggi sul sito risalgono in gran parte all’età imperiale (I-V sec. d.C.), mentre ignoriamo ancora molti aspetti dell’abitato greco.
La magnificenza di questa colonia, fondata dai coloni achei in fuga da Sibari, suscitò presto mire di conquista nei Lucani, popolazione italica dell’interno, che la occuparono intorno al 400 a.C. mutandone il nome in Paistom. I Lucani, pur non raggiungendo il livello culturale del periodo greco, vi continuarono le attività civili e militari. Cambiarono sia la lingua (dal greco al c.d. osco) sia la cultura materiale e i riti funerari. Non mancano però elementi di continuità, come per esempio il permanere della funzione dei templi.
Ben altra potenza intanto andava espandendosi lungo la Penisola: Roma. Nel 273 a.C. Roma vi fondò una colonia latina e diede alla città il nome di Paestum. Fu un momento di grandi trasformazioni dell’abitato.
Dopo l’abbandono, di Paestum non si parlò più per secoli, pur se i suoi templi si ergevano solenni tra la fitta vegetazione. Un po’ di merito per la riscoperta va ascritto a scrittori e poeti del ‘500 e ‘600 che, con le loro citazioni ne risvegliarono interesse e curiosità. Ma la riscoperta vera e propria ebbe inizio nella prima metà del ‘700. E’ questo il momento in cui Paestum diventa meta di un turismo colto e raffinato, che vedrà intellettuali ed aristocratici europei soggiornare tra le sue rovine come tappa obbligata del Grand Tour. Il sito ha attirato viaggiatori ed artisti come Piranesi e Goethe. Gli scavi della città cominciati nella primavera del 1907 misero in luce gran parte dei monumenti oggi visibili. Con l’arrivo alla direzione degli scavi di Mario Napoli l’area vive un momento di grande attenzione. Sono gli anni della scoperta della tomba del tuffatore e delle ricche tombe lucane. Il 27 novembre del 1952 fu inaugurato Il Museo Nazionale, che introduce con linearità le quattro stagioni cruciali della vita di Paestum e del suo territorio, dalla preistoria alla civilizzazione greca, lucana e romana.


Il percorso della visita

 

I visitatori durante il tour con la guida ammireranno il tempio di Hera, la cosiddetta Basilica, tra i tre è quello più antico, in stile dorico, dalle imponenti dimensioni (ventisei metri di larghezza e cinquantacinque di lunghezza). Si visiterà il tempio più grande, quello di Poseidone, anche detto di Nettuno, paragonabile al tempio di Zeus ad Olimpia, una maestosa meraviglia in stile dorico costruito nel 460 a.C. con un doppio ordine di colonne e sei nel fronte. Il terzo tempio che si visiterà è quello di Cerere, il Santuario dedicato ad Atena, di dimensioni più modeste. Lungo la Via Sacra ci sarà la possibilità di vedere il Foro romano e l’Anfiteatro. Sarà visitato anche il Museo Archeologico Nazionale in cui tra le varie meraviglie esposte si potranno ammirare anche preziosi pezzi come le trentatré metope del tempio di Hera Argiva, la statua di Zeus, il cratere con il ratto di Europa e la famosissima Tomba del Tuffatore.


Orari e costi

 

Gli orari di ingresso ai luoghi sono consultabili >>>qui<<<. Per il costo della visita guidata contattaci >>> qui <<< oppure telefonicamente al 3493818730, ti offriremo il miglior servizio al miglior costo.

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Visita guidata ai Templi di Paestum

Il Parco Archeologico di Paestum

Paestum è un sito archeologico di estrema importanza, riconosciuto nel 1998 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, insieme al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il sito si trova nel Comune di Capaccio in Provincia di Salerno. La “Piana di Paestum”, così i nostri antenati chiamavano l’estensione pianeggiante dai piedi delle colline al mare, era abitata già nella preistoria. Strabone – il più famoso geografo romano – racconta che Giasone (l’eroe del vello d’oro, la pelle dell’ariete dorato che aveva il potere di guarire per magia), guidando gli Argonauti, sostò alle foci del fiume Sele, dove dedicò un santuario a Hera (protettrice degli Argonauti). Furono la fertilità della piana e l’abbondanza di acque del Sele che avrebbero reso la pianura, poi chiamata pestana, una delle principali tappe tra l’oriente e l’occidente già nel II millennio a.C. I Greci, apprezzando la posizione geografica, vi fondarono intorno al 600 a.C. una città che chiameranno Poseidonia, in onore del dio del mare. Lo sviluppo edilizio significativo prese forma intorno alla metà del VI secolo a.C., infatti la costruzione dei templi cominciò pochi decenni dopo la fondazione della città. I tre templi greci di Paestum, costruiti tra VI e V sec. a.C., sono insieme a quelli di Atene ed Agrigento gli edifici templari meglio conservati dall’età classica. I templi sorgono nella parte centrale della città, che si estende per oltre 120 ettari ed è circondata da una cinta muraria, che anche se non si preserva per tutta la sua altezza, è uno dei circuiti difensivi meglio conservati in Magna Grecia. Il perimetro, di forma trapezoidale, è lungo 4750 metri, con ventotto torri poste a difesa delle quattro porte di accesso alla città: Porta Giustizia, Porta Marina, Porta Sirena e Porta Aurea (distrutta con la costruzione della strada delle Calabrie). Tra i templi era collocato il “mercato”, cioè la piazza centrale dove si tenevano le assemblee dei cittadini e si venerava la tomba (vuota, in realtà) del mitico fondatore di Paestum. Intorno ai templi e al mercato si estendevano i quartieri abitativi. I resti di case, terme e botteghe che si possono vedere oggi sul sito risalgono in gran parte all’età imperiale (I-V sec. d.C.), mentre ignoriamo ancora molti aspetti dell’abitato greco.
La magnificenza di questa colonia, fondata dai coloni achei in fuga da Sibari, suscitò presto mire di conquista nei Lucani, popolazione italica dell’interno, che la occuparono intorno al 400 a.C. mutandone il nome in Paistom. I Lucani, pur non raggiungendo il livello culturale del periodo greco, vi continuarono le attività civili e militari. Cambiarono sia la lingua (dal greco al c.d. osco) sia la cultura materiale e i riti funerari. Non mancano però elementi di continuità, come per esempio il permanere della funzione dei templi.
Ben altra potenza intanto andava espandendosi lungo la Penisola: Roma. Nel 273 a.C. Roma vi fondò una colonia latina e diede alla città il nome di Paestum. Fu un momento di grandi trasformazioni dell’abitato.
Dopo l’abbandono, di Paestum non si parlò più per secoli, pur se i suoi templi si ergevano solenni tra la fitta vegetazione. Un po’ di merito per la riscoperta va ascritto a scrittori e poeti del ‘500 e ‘600 che, con le loro citazioni ne risvegliarono interesse e curiosità. Ma la riscoperta vera e propria ebbe inizio nella prima metà del ‘700. E’ questo il momento in cui Paestum diventa meta di un turismo colto e raffinato, che vedrà intellettuali ed aristocratici europei soggiornare tra le sue rovine come tappa obbligata del Grand Tour. Il sito ha attirato viaggiatori ed artisti come Piranesi e Goethe. Gli scavi della città cominciati nella primavera del 1907 misero in luce gran parte dei monumenti oggi visibili. Con l’arrivo alla direzione degli scavi di Mario Napoli l’area vive un momento di grande attenzione. Sono gli anni della scoperta della tomba del tuffatore e delle ricche tombe lucane. Il 27 novembre del 1952 fu inaugurato Il Museo Nazionale, che introduce con linearità le quattro stagioni cruciali della vita di Paestum e del suo territorio, dalla preistoria alla civilizzazione greca, lucana e romana.


Il percorso della visita

 

I visitatori durante il tour con la guida ammireranno il tempio di Hera, la cosiddetta Basilica, tra i tre è quello più antico, in stile dorico, dalle imponenti dimensioni (ventisei metri di larghezza e cinquantacinque di lunghezza). Si visiterà il tempio più grande, quello di Poseidone, anche detto di Nettuno, paragonabile al tempio di Zeus ad Olimpia, una maestosa meraviglia in stile dorico costruito nel 460 a.C. con un doppio ordine di colonne e sei nel fronte. Il terzo tempio che si visiterà è quello di Cerere, il Santuario dedicato ad Atena, di dimensioni più modeste. Lungo la Via Sacra ci sarà la possibilità di vedere il Foro romano e l’Anfiteatro. Sarà visitato anche il Museo Archeologico Nazionale in cui tra le varie meraviglie esposte si potranno ammirare anche preziosi pezzi come le trentatré metope del tempio di Hera Argiva, la statua di Zeus, il cratere con il ratto di Europa e la famosissima Tomba del Tuffatore.


Orari e costi

 

Gli orari di ingresso ai luoghi sono consultabili >>>qui<<<. Per il costo della visita guidata contattaci >>> qui <<< oppure telefonicamente al 3493818730, ti offriremo il miglior servizio al miglior costo.

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Il Parco Archeologico di Paestum

Paestum è un sito archeologico di estrema importanza, riconosciuto nel 1998 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, insieme al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il sito si trova nel Comune di Capaccio in Provincia di Salerno. La “Piana di Paestum”, così i nostri antenati chiamavano l’estensione pianeggiante dai piedi delle colline al mare, era abitata già nella preistoria. Strabone – il più famoso geografo romano – racconta che Giasone (l’eroe del vello d’oro, la pelle dell’ariete dorato che aveva il potere di guarire per magia), guidando gli Argonauti, sostò alle foci del fiume Sele, dove dedicò un santuario a Hera (protettrice degli Argonauti). Furono la fertilità della piana e l’abbondanza di acque del Sele che avrebbero reso la pianura, poi chiamata pestana, una delle principali tappe tra l’oriente e l’occidente già nel II millennio a.C. I Greci, apprezzando la posizione geografica, vi fondarono intorno al 600 a.C. una città che chiameranno Poseidonia, in onore del dio del mare. Lo sviluppo edilizio significativo prese forma intorno alla metà del VI secolo a.C., infatti la costruzione dei templi cominciò pochi decenni dopo la fondazione della città. I tre templi greci di Paestum, costruiti tra VI e V sec. a.C., sono insieme a quelli di Atene ed Agrigento gli edifici templari meglio conservati dall’età classica. I templi sorgono nella parte centrale della città, che si estende per oltre 120 ettari ed è circondata da una cinta muraria, che anche se non si preserva per tutta la sua altezza, è uno dei circuiti difensivi meglio conservati in Magna Grecia. Il perimetro, di forma trapezoidale, è lungo 4750 metri, con ventotto torri poste a difesa delle quattro porte di accesso alla città: Porta Giustizia, Porta Marina, Porta Sirena e Porta Aurea (distrutta con la costruzione della strada delle Calabrie). Tra i templi era collocato il “mercato”, cioè la piazza centrale dove si tenevano le assemblee dei cittadini e si venerava la tomba (vuota, in realtà) del mitico fondatore di Paestum. Intorno ai templi e al mercato si estendevano i quartieri abitativi. I resti di case, terme e botteghe che si possono vedere oggi sul sito risalgono in gran parte all’età imperiale (I-V sec. d.C.), mentre ignoriamo ancora molti aspetti dell’abitato greco.
La magnificenza di questa colonia, fondata dai coloni achei in fuga da Sibari, suscitò presto mire di conquista nei Lucani, popolazione italica dell’interno, che la occuparono intorno al 400 a.C. mutandone il nome in Paistom. I Lucani, pur non raggiungendo il livello culturale del periodo greco, vi continuarono le attività civili e militari. Cambiarono sia la lingua (dal greco al c.d. osco) sia la cultura materiale e i riti funerari. Non mancano però elementi di continuità, come per esempio il permanere della funzione dei templi.
Ben altra potenza intanto andava espandendosi lungo la Penisola: Roma. Nel 273 a.C. Roma vi fondò una colonia latina e diede alla città il nome di Paestum. Fu un momento di grandi trasformazioni dell’abitato.
Dopo l’abbandono, di Paestum non si parlò più per secoli, pur se i suoi templi si ergevano solenni tra la fitta vegetazione. Un po’ di merito per la riscoperta va ascritto a scrittori e poeti del ‘500 e ‘600 che, con le loro citazioni ne risvegliarono interesse e curiosità. Ma la riscoperta vera e propria ebbe inizio nella prima metà del ‘700. E’ questo il momento in cui Paestum diventa meta di un turismo colto e raffinato, che vedrà intellettuali ed aristocratici europei soggiornare tra le sue rovine come tappa obbligata del Grand Tour. Il sito ha attirato viaggiatori ed artisti come Piranesi e Goethe. Gli scavi della città cominciati nella primavera del 1907 misero in luce gran parte dei monumenti oggi visibili. Con l’arrivo alla direzione degli scavi di Mario Napoli l’area vive un momento di grande attenzione. Sono gli anni della scoperta della tomba del tuffatore e delle ricche tombe lucane. Il 27 novembre del 1952 fu inaugurato Il Museo Nazionale, che introduce con linearità le quattro stagioni cruciali della vita di Paestum e del suo territorio, dalla preistoria alla civilizzazione greca, lucana e romana.


Il percorso della visita

 

I visitatori durante il tour con la guida ammireranno il tempio di Hera, la cosiddetta Basilica, tra i tre è quello più antico, in stile dorico, dalle imponenti dimensioni (ventisei metri di larghezza e cinquantacinque di lunghezza). Si visiterà il tempio più grande, quello di Poseidone, anche detto di Nettuno, paragonabile al tempio di Zeus ad Olimpia, una maestosa meraviglia in stile dorico costruito nel 460 a.C. con un doppio ordine di colonne e sei nel fronte. Il terzo tempio che si visiterà è quello di Cerere, il Santuario dedicato ad Atena, di dimensioni più modeste. Lungo la Via Sacra ci sarà la possibilità di vedere il Foro romano e l’Anfiteatro. Sarà visitato anche il Museo Archeologico Nazionale in cui tra le varie meraviglie esposte si potranno ammirare anche preziosi pezzi come le trentatré metope del tempio di Hera Argiva, la statua di Zeus, il cratere con il ratto di Europa e la famosissima Tomba del Tuffatore.


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Il Parco Archeologico di Paestum

Paestum è un sito archeologico di estrema importanza, riconosciuto nel 1998 dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, insieme al Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Il sito si trova nel Comune di Capaccio in Provincia di Salerno. La “Piana di Paestum”, così i nostri antenati chiamavano l’estensione pianeggiante dai piedi delle colline al mare, era abitata già nella preistoria. Strabone – il più famoso geografo romano – racconta che Giasone (l’eroe del vello d’oro, la pelle dell’ariete dorato che aveva il potere di guarire per magia), guidando gli Argonauti, sostò alle foci del fiume Sele, dove dedicò un santuario a Hera (protettrice degli Argonauti). Furono la fertilità della piana e l’abbondanza di acque del Sele che avrebbero reso la pianura, poi chiamata pestana, una delle principali tappe tra l’oriente e l’occidente già nel II millennio a.C. I Greci, apprezzando la posizione geografica, vi fondarono intorno al 600 a.C. una città che chiameranno Poseidonia, in onore del dio del mare. Lo sviluppo edilizio significativo prese forma intorno alla metà del VI secolo a.C., infatti la costruzione dei templi cominciò pochi decenni dopo la fondazione della città. I tre templi greci di Paestum, costruiti tra VI e V sec. a.C., sono insieme a quelli di Atene ed Agrigento gli edifici templari meglio conservati dall’età classica. I templi sorgono nella parte centrale della città, che si estende per oltre 120 ettari ed è circondata da una cinta muraria, che anche se non si preserva per tutta la sua altezza, è uno dei circuiti difensivi meglio conservati in Magna Grecia. Il perimetro, di forma trapezoidale, è lungo 4750 metri, con ventotto torri poste a difesa delle quattro porte di accesso alla città: Porta Giustizia, Porta Marina, Porta Sirena e Porta Aurea (distrutta con la costruzione della strada delle Calabrie). Tra i templi era collocato il “mercato”, cioè la piazza centrale dove si tenevano le assemblee dei cittadini e si venerava la tomba (vuota, in realtà) del mitico fondatore di Paestum. Intorno ai templi e al mercato si estendevano i quartieri abitativi. I resti di case, terme e botteghe che si possono vedere oggi sul sito risalgono in gran parte all’età imperiale (I-V sec. d.C.), mentre ignoriamo ancora molti aspetti dell’abitato greco.
La magnificenza di questa colonia, fondata dai coloni achei in fuga da Sibari, suscitò presto mire di conquista nei Lucani, popolazione italica dell’interno, che la occuparono intorno al 400 a.C. mutandone il nome in Paistom. I Lucani, pur non raggiungendo il livello culturale del periodo greco, vi continuarono le attività civili e militari. Cambiarono sia la lingua (dal greco al c.d. osco) sia la cultura materiale e i riti funerari. Non mancano però elementi di continuità, come per esempio il permanere della funzione dei templi.
Ben altra potenza intanto andava espandendosi lungo la Penisola: Roma. Nel 273 a.C. Roma vi fondò una colonia latina e diede alla città il nome di Paestum. Fu un momento di grandi trasformazioni dell’abitato.
Dopo l’abbandono, di Paestum non si parlò più per secoli, pur se i suoi templi si ergevano solenni tra la fitta vegetazione. Un po’ di merito per la riscoperta va ascritto a scrittori e poeti del ‘500 e ‘600 che, con le loro citazioni ne risvegliarono interesse e curiosità. Ma la riscoperta vera e propria ebbe inizio nella prima metà del ‘700. E’ questo il momento in cui Paestum diventa meta di un turismo colto e raffinato, che vedrà intellettuali ed aristocratici europei soggiornare tra le sue rovine come tappa obbligata del Grand Tour. Il sito ha attirato viaggiatori ed artisti come Piranesi e Goethe. Gli scavi della città cominciati nella primavera del 1907 misero in luce gran parte dei monumenti oggi visibili. Con l’arrivo alla direzione degli scavi di Mario Napoli l’area vive un momento di grande attenzione. Sono gli anni della scoperta della tomba del tuffatore e delle ricche tombe lucane. Il 27 novembre del 1952 fu inaugurato Il Museo Nazionale, che introduce con linearità le quattro stagioni cruciali della vita di Paestum e del suo territorio, dalla preistoria alla civilizzazione greca, lucana e romana.


Il percorso della visita

 

I visitatori durante il tour con la guida ammireranno il tempio di Hera, la cosiddetta Basilica, tra i tre è quello più antico, in stile dorico, dalle imponenti dimensioni (ventisei metri di larghezza e cinquantacinque di lunghezza). Si visiterà il tempio più grande, quello di Poseidone, anche detto di Nettuno, paragonabile al tempio di Zeus ad Olimpia, una maestosa meraviglia in stile dorico costruito nel 460 a.C. con un doppio ordine di colonne e sei nel fronte. Il terzo tempio che si visiterà è quello di Cerere, il Santuario dedicato ad Atena, di dimensioni più modeste. Lungo la Via Sacra ci sarà la possibilità di vedere il Foro romano e l’Anfiteatro. Sarà visitato anche il Museo Archeologico Nazionale in cui tra le varie meraviglie esposte si potranno ammirare anche preziosi pezzi come le trentatré metope del tempio di Hera Argiva, la statua di Zeus, il cratere con il ratto di Europa e la famosissima Tomba del Tuffatore.


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